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Fondi pensione

La strategia previdenziale per i nipoti: un gesto semplice che guarda al futuro

Mettere da parte qualcosa per un nipote appena nato è, prima di tutto, un gesto affettivo: significa affidargli qualcosa che cresce insieme a lui. Sul piano pratico, versare 1.000 € l'anno in una posizione di previdenza complementare — compatibilmente con il bilancio familiare — può essere un aiuto reale, perché quei versamenti hanno davanti moltissimi anni. Non è una promessa di risultato, e non lo diventa: qui trovi le regole applicabili, il trattamento fiscale con le sue condizioni e un esempio interamente riproducibile, dai versamenti dei nonni fino alla vita lavorativa adulta.

A cura di Ferdinando Montesanti ·redazione e verifica

Aggiornato il metodologia

Chi apre la posizione e a chi appartiene

L'adesione di un minore è possibile quando lo statuto o il regolamento della forma pensionistica la prevede: in pratica soprattutto fondi pensione aperti e PIP, mentre i fondi negoziali ammettono i familiari a carico solo se lo prevedono espressamente. Il modulo lo sottoscrive chi ha la rappresentanza legale del minore, cioè di norma il genitore o il tutore: un nonno può contribuire, ma non è per ciò solo autorizzato ad aprire da solo la posizione.

La posizione è intestata al minore e il denaro versato è suo. Al compimento dei 18 anni le decisioni passano interamente a lui: comparto, contribuzione, eventuali richieste al fondo. Questo non significa però che la somma diventi liquida: resta vincolata alle condizioni di anticipazione e riscatto previste dalla normativa e dal regolamento della forma scelta.

Prima di scegliere dove aderire vale la pena guardare i costi, perché su decenni incidono molto: il confronto fra le forme pensionistiche aiuta a leggere l'indicatore sintetico dei costi e i comparti disponibili.

Chi può dedurre: conta chi sostiene la spesa

È il punto in cui le versioni semplificate sbagliano più spesso, in entrambe le direzioni. Non è vero che deduce chiunque firmi il bonifico, ma non è vero neppure che la deduzione spetti in automatico ai genitori per il solo fatto che il minore è fiscalmente a carico. La normativa dà rilievo ai contributi versati a favore di familiari fiscalmente a carico per la parte che il familiare non deduce dal proprio reddito, e la prassi dell'Agenzia delle Entrate lega gli oneri deducibili alla spesa effettivamente sostenuta e documentata.

Nella pratica entrano quindi in gioco più elementi insieme:

  • chi ha materialmente sostenuto l'onere, e con quale flusso di pagamento;
  • la documentazione disponibile (ricevute e attestazioni rilasciate dal fondo);
  • la condizione di familiare fiscalmente a carico nell'anno d'imposta;
  • la quota che il familiare non deduce dal proprio reddito;
  • il reddito IRPEF di chi deduce e la sua capienza residua nel limite annuo.

Le condizioni complete sono nella guida sul fondo pensione per familiari a carico. Quando il figlio non è più fiscalmente a carico la posizione fiscale va semplicemente rivalutata: da quel momento la deduzione segue il suo reddito e il trattamento di eventuali versamenti fatti da altri va verificato caso per caso.

Il limite annuo del 2026: 5.300,00 €

Limite ordinario di deducibilità — anno d'imposta 2026

5.300,00 €

Importo annuo complessivo per contribuente, sul totale delle forme pensionistiche a cui partecipa: comprende i contributi propri, quelli del datore di lavoro e quelli versati per familiari fiscalmente a carico, per la quota che questi non deducono. Fino al 2025 il limite era 5.164,57 €. Il TFR conferito al fondo resta fuori dal plafond.

Aprire una posizione per il figlio non crea un secondo limite: il plafond non si moltiplica con il numero di fondi o di posizioni. Se un contribuente ha già saturato la capienza con i propri versamenti e con quelli del datore, i versamenti ulteriori non riducono l'imponibile. Nulla vieta di versare di più, ma l'eccedenza non è automaticamente deducibile.

La parte non dedotta va comunicata al fondo entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello del versamento, o prima se nel frattempo matura il diritto alla prestazione: serve a evitare che quelle somme siano tassate una seconda volta al momento dell'erogazione. Non è un credito né un rimborso da recuperare: è un dato da far registrare. I dettagli sono nella guida sui contributi non dedotti. Nessun aumento automatico del limite è previsto per gli anni futuri.

Quanto vale la deduzione: un esempio aritmetico

Non esiste un «costo reale» valido per tutti, perché il valore della deduzione dipende dall'aliquota marginale e dalla capienza di chi deduce. Questo è un esempio puramente aritmetico, con ipotesi dichiarate:

  • contributo di 1.000,00 € interamente deducibile, cioè con diritto alla deduzione e capienza residua nel limite annuo;
  • importo che ricade interamente nello scaglione con aliquota 33% dell'anno d'imposta 2026;
  • risparmio IRPEF: 1.000,00 € × 33% = 330,00 €;
  • esborso dopo il beneficio fiscale: 670,00 €.

Le tappe della vita

Dalla nascita ai 18 anni

È la fase in cui i versamenti dei familiari hanno più tempo davanti. Le decisioni sono di chi ha la rappresentanza legale; il trattamento fiscale segue le condizioni viste sopra.

Gli anni di studio

La contribuzione può proseguire o fermarsi senza penalità: la posizione resta investita anche se nessuno versa. È la fase in cui conviene verificare comparto e costi, più che aumentare gli importi.

Il primo lavoro: TFR e contributo del datore

Da qui la posizione cresce soprattutto grazie a flussi che non pesano sul bilancio familiare:

  • il TFR conferito alimenta il fondo ogni anno senza ridurre lo stipendio netto e non consuma il plafond di deducibilità;
  • il contributo del datore di lavoro: percentuali, base retributiva di calcolo e condizioni — di solito il versamento di una quota a carico del lavoratore — dipendono dal CCNL o dall'accordo applicabile. È denaro aggiuntivo rispetto alla quota propria del lavoratore, ma entrambe le parti rientrano nello stesso limite annuo di deducibilità.

Il riscatto della laurea: un capitolo a parte

Il riscatto degli anni di studio riguarda la pensione obbligatoria, non il fondo pensione: non entra nella posizione di previdenza complementare e non produce i rendimenti del fondo. Richiede che il titolo sia stato conseguito e riguarda i soli periodi del corso legale ammessi al riscatto e non già coperti da altra contribuzione. Il costo dipende dal sistema di calcolo applicabile, dalla gestione previdenziale e dalla retribuzione o dal minimale di riferimento: non è basso «perché si è giovani».

Può aumentare anzianità e importo della pensione INPS, ma non garantisce di per sé un'uscita anticipata. Sul piano fiscale:

  • se l'onere è sostenuto dall'interessato con un proprio reddito, si applica ordinariamente la deduzione dal reddito complessivo;
  • se riguarda un familiare fiscalmente a carico inoccupato — mai iscritto ad alcuna forma di previdenza obbligatoria — il familiare che sostiene la spesa può fruire di una detrazione del 19%, alle condizioni applicabili e nei limiti della capienza d'imposta.

Non sono le uniche situazioni possibili: gli altri casi vanno verificati sulla posizione concreta. La scheda ufficiale è quella dell'INPS sul riscatto della laurea. Nei numeri simulati più avanti il costo del riscatto e l'eventuale maggiore pensione INPS non sono inclusi.

I 1.000 € dei nonni nel tempo

Prima tabella: solo i versamenti dei nonni, 18.000 € complessivi in 18 quote annuali, lasciati investiti fino a t = 65 anni. I tassi sono ipotesi aritmetiche di rendimento netto nominale, al netto di costi e imposta sui risultati di gestione ma prima dell'eventuale tassazione della prestazione.

Rendimento netto ipotizzatoVersatoValore a t = 65 (nominale)
0%18.000 €18.000 €
2%18.000 €54.309 €
3%18.000 €93.936 €
4%18.000 €162.023 €

Lo scenario 0% non è un minimo garantito né un limite inferiore: i risultati possono essere peggiori e anche negativi. Anche restituendo esattamente quanto versato, il potere d'acquisto di quelle somme dopo 65 anni sarebbe molto inferiore.

Lo scenario completo: un impegno molto maggiore

La seconda tabella è facoltativa e serve a evitare un equivoco frequente: i totali più grandi non nascono dai 1.000 € l'anno dei nonni, ma dall'insieme dei flussi di una vita lavorativa. Le ipotesi aggiuntive sono queste:

  • eventuali 5.000 € versati durante gli anni di università (età 19-23, date illustrative: un percorso reale può essere diverso);
  • nessun versamento alle età 24 e 25;
  • lavoro dai 25 ai 65 anni, con retribuzione utile ipotizzata di 40.000 € costante in termini nominali: nessuna carriera e nessun aumento salariale;
  • TFR annuo di 2.762,96 € (retribuzione utile / 13.5, meno il contributo aggiuntivo IVS dello 0,5% assunto applicabile), con i parametri del nostro config fiscale;
  • 400 € l'anno a carico del lavoratore e 400 € l'anno di contributo del datore (1% + 1%: solo un'ipotesi di esempio), più 4.500 € di versamenti volontari: in totale 5.300 € l'anno, senza doppi conteggi.

Significa un impegno proprio dell'adulto di 4.900 € l'anno, più 400 € del datore e 2.762,96 € di TFR. Versato in tutto: 345.518,52 €, di cui 18.000 € dai nonni. Se in futuro il limite di deducibilità cambiasse, il beneficio fiscale andrebbe rivalutato: nel modello gli importi restano fissi, non è una previsione normativa.

Rendimento netto ipotizzatoValore a t = 65 (nominale)Di cui quote dei nonniPotere d'acquisto 2026
0%345.519 €18.000 €95.381 €
2%553.283 €54.309 €152.734 €
3%720.267 €93.936 €198.830 €
4%956.336 €162.023 €263.997 €
5%1.295.570 €278.679 €357.643 €

Un rendimento netto del 5% mantenuto per 65 anni è un'ipotesi impegnativa: non è un obiettivo del sito né un rendimento atteso. La colonna del potere d'acquisto usa un'inflazione ipotizzata del 2% annuo, che è anch'essa un'ipotesi e non una previsione.

Come sono calcolati questi numeri

Il metodo è volutamente semplice e riproducibile. Ogni versamento si considera fatto a fine anno: in ciascun anno prima si rivaluta il saldo già accumulato, poi si aggiunge il contributo di quell'anno. Nessun versamento a t = 0. Il valore finale è la somma, per ogni anno, del contributo moltiplicato per il fattore di capitalizzazione dei suoi anni residui:

valore = Σ Ct × (1 + r)65 − t — dove t è l'età a fine anno, Ct il versamento di quell'anno ed r il rendimento netto annuo ipotizzato. Il potere d'acquisto è il valore nominale diviso per (1 + 0.02)65.

Cosa resta fuori dal modello: l'eventuale rimborso IRPEF non viene reinvestito; non sono previste interruzioni, anticipazioni o riscatti; la pensione INPS e un eventuale secondo fondo sono esclusi; i totali sono al lordo della tassazione della prestazione. I 65 anni sono un orizzonte matematico (anno 2091), non un'età pensionabile prevista né garantita.

Dal montante alla prestazione

Un montante non è uno stipendio. Al momento della prestazione una parte può essere erogata in capitale e una parte convertita in rendita, secondo le regole della forma pensionistica e la normativa allora vigente. L'importo periodico dipende dai coefficienti di conversione applicati, dall'età, dall'opzione scelta (vitalizia semplice, reversibile, certa per un periodo) e dalle basi demografiche del momento: nessuno può indicarli oggi per chi riceverà una prestazione fra decenni. Per questo qui non trovi una cifra mensile: un rendimento ipotizzato non è un coefficiente di conversione, e confondere i due piani produce numeri privi di significato. Il tema è approfondito in rendita o capitale.

Se l'aderente manca prima della prestazione

Prima dell'inizio dell'erogazione la posizione può essere riscattata dai soggetti designati dall'aderente o, in mancanza, dagli eredi, secondo la normativa e il regolamento della forma. Queste somme sono acquisite a titolo proprio e restano fuori dall'asse ereditario, quindi non scontano l'imposta di successione: non significa però che siano esenti da ogni imposta.

Per i montanti maturati dal 2007, sulla parte imponibile del riscatto per premorienza si applica una ritenuta del 15%, riducibile fino al 9% in funzione degli anni di partecipazione. Restano esclusi dalla base imponibile i rendimenti già tassati e i contributi non dedotti regolarmente documentati; per i montanti più antichi valgono regimi storici diversi.

Dopo l'inizio della prestazione conta invece l'opzione scelta: una rendita vitalizia semplice si estingue con l'aderente, mentre reversibilità, rendita certa per un periodo, controassicurazione o altre forme previste dal regolamento disciplinano l'eventuale residuo, di norma a fronte di un importo periodico più basso.

Serve un secondo fondo?

No, non per la tutela in caso di premorienza: quella opera già sulla posizione esistente. Aprire una seconda posizione non raddoppia il limite di deducibilità e aggiunge costi. Può avere senso per ragioni diverse e concrete — ad esempio un fondo negoziale con contributo del datore accanto a una posizione già avviata — da valutare sui costi e sulle necessità reali: il confronto è nella guida sul secondo fondo pensione.

Checklist prima di aprire una posizione

  1. verifica che la forma scelta ammetta l'adesione dei minori o dei familiari a carico;
  2. accertati che a sottoscrivere sia chi ha la rappresentanza legale del minore;
  3. confronta l'indicatore sintetico dei costi: su decenni è la voce più pesante;
  4. definisci chi sostiene effettivamente l'onere e come lo documenta: la deduzione non segue automaticamente il rapporto di parentela né il solo carico fiscale;
  5. calcola la capienza residua nel limite annuo, contando anche contributi propri e del datore di lavoro;
  6. verifica con un CAF o un professionista abilitato l'attribuzione fiscale dei versamenti fatti da un familiare diverso da chi deduce;
  7. scegli un comparto coerente con un orizzonte molto lungo e rivedilo nel tempo;
  8. conserva ricevute e attestazioni e comunica al fondo gli eventuali contributi non dedotti entro il termine previsto.

Un gesto che può accompagnarli nel tempo

Quello che si regala davvero, aprendo una posizione alla nascita, non è una cifra: è tempo, un'abitudine e un'opportunità che resteranno a disposizione di chi crescerà. Le tabelle di questa pagina servono a dare la misura di quanto conti cominciare presto, non a promettere un risultato. Il resto lo faranno gli anni, le scelte di quella persona e — inevitabilmente — i mercati.

Risposte essenziali

Domande frequenti

Verifica indipendente

Fonti ufficiali

In caso di discordanza fa sempre fede il testo pubblicato dalla fonte ufficiale.

Disclaimer. Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e divulgative e non costituisce consulenza fiscale, previdenziale, finanziaria o legale personalizzata. Le simulazioni si basano sulle ipotesi indicate e possono differire dalla tua situazione reale. Prima di assumere decisioni, verifica le informazioni sulle fonti ufficiali o rivolgiti a un professionista abilitato.

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